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Del chiamare casa questo "minuscolo spazio vitale"

Nell'ultimo post che ho condiviso su instagram ho mostrato un angolino del mio piccolo monolocale nel quale è protagonista, da qualche giorno, una composizione formato A4 di piccoli acquerelli, che ho realizzato nell'ambito di una challenge ad agosto (li avevo mostrati in questo post), e che poi ho ritenuto fosse carino incorniciare, un po' per non metterli via e dimenticarmene - di me, dello stato d'animo e del momento in cui li ho realizzati -, un po' per pura scelta estetica, perché mi piace guardarli ogni tanto.


Quello è il mio angolino personale, in questa casa (cioè stanza) in cui da 2 anni non vivo più sola, appositamente sgombrato per scattare la foto ma che è invece ordinariamente ricoperto dalle mie cianfrusaglie, penne, quaderni, agende, acquerelli, album e fogli sparsi provenienti da quella che, a casa dei miei, era la mia scrivania, e che qui non hanno trovato migliore collocazione. 

Perché qui una scrivania non ce l'ho, e allora quello che è per me il mio spazio privato, quello che ha l'oneroso compito di raccogliere i miei oggetti, e con essi i miei pensieri, si è ridotto ad essere l'angolo di un mobile. Ed è forse questa la cosa che mi manca di più: quel posto, nella casa, che sia solo mio. Certo anche una tv e un divano da cui guardarla comodamente la sera non sarebbero male, dei comodini accanto al letto su cui poggiare il libro e gli occhiali, e un guardaroba degno di questo nome neanche mi dispiacerebbero. Ma se a queste cose cose ho potuto rinunciare, lamentandomene ogni tanto ma arrangiandomi con quel che c'è, il mio angolino personale ho dovuto ritagliarmelo. E perfino "decorarlo" per farlo più mio. Fino ad ora ero stata restia a tenere in giro troppe cose, visto appunto lo spazio limitato e il rischio di caos visivo che ne consegue, ho comprato pochissimo e solo l'indispensabile, rinunciando serenamente ad ogni inutile orpello decorativo, ma dopo 3 anni, quel piccolo quadretto lì l'ho messo. Perché nel tempo l'impossibilità di arredo e personalizzazione diventa limitante e l'esigenza invece di esprimersi, anche in questo senso, più forte di quanto credessi.

5 buoni propositi per il 2018

Ormai stilare la lista dei buoni propositi per l'anno nuovo è poco più che un cliché, ma come resistergli?

C'è una tale carica di adrenalina, un'energia positiva, una voglia di fare, che accompagna l'inizio del nuovo anno, che in qualche modo deve essere incanalata, deve essere messa nero su bianco perché non vada sprecata. Perché il ritorno alla frenesia della vita di tutti i giorni non ci faccia dimenticare le cose importanti - quelle sulle quali paradossalmente abbiamo avuto modo di riflettere solo nella calma dei giorni di festa -, i desideri, i progetti e i cambiamenti auspicati, con i quali ci auguriamo di riuscire a migliorare la nostra vita anno dopo anno.

E non si tratta di credere ai buoni propositi o non credergli, come a Babbo Natale, si tratta di metterci l'intenzione, la costanza, la motivazione per realizzarli, perché non restino solo una lista di belle parole.

Insomma, almeno ci si prova.

E allora questi sono i miei buoni propositi per il 2018.



Done&Discovered | Febbraio-Marzo-Aprile 2017

In rapida successione, le scoperte (e riscoperte) dell'ultimo trimestre:

1 - siamo ormai ben lontani da Sanremo, Occidentali's karma sembra aver già fatto il suo tempo e siamo a un passo dallo scoprire quale sarà il tormentone estivo del 2017, ma mi tocca dire che devo al Festival la ri-scoperta musicale degli ultimi mesi: Paola Turci. La Paolona che nei tempi d'oro mi piaceva tanto e che era un po' che non risentivo. A conti fatti direi che va a lei il premio per la canzone più ascoltata del periodo, non per il pezzo di Sanremo, ma per una splendida canzone di qualche anno più vecchia, le cui parole hanno accompagnato, descrivendo alla perfezione il mio stato d'animo e i miei pensieri, molte delle mie sere solitarie bolognesi.


Rivelazione molto più recente per le mie orecchie è stata invece Levante, dal cui caos di stanze stupefacenti sono stata completamente sopraffatta. Graffiante, dura, incazzata, ma anche spiritosa quando vuole, mi ha conquistata con la forte personalità dei suoi testi. Considerato l'attuale panorama musicale italiano, non la sottovaluterei.

Done&Discovered | Gennaio 2017

1 - Ecco, non sapevo proprio cosa aspettarmi da Bologna, non avevo idea di cosa fosse al di là di Piazza Maggiore. Mi ha sorpreso, e ancora mi incuriosisce, mi fa venir voglia di esplorarla, perché è sempre imprevedibile. Con quei localini splendidi, sotto i suoi porticati infiniti, negozi deliziosi, chic ma con moderazione, antica e moderna, giovane, dinamica, piena di vita.
Ho altri due mesi per conoscerla, e non so se mi basteranno.

Piazza Santo Stefano, Bologna, una domenica mattina

Done&Discovered | Dicembre 2016

Dicembre è stato il mese in cui ho lasciato Firenze per tornare a casa, nel primo weekend utile - ovvero giusto in tempo per il referendum - e per festeggiare poi il Natale, come tradizione vuole, in famiglia.
Ma, nel mezzo:

1 - nell'ambito del workshop del master, ho avuto modo di seguire per la prima volta il progetto, la definizione dei contenuti, e l'allestimento di una piccola esposizione temporanea, tenutasi nei primi giorni del mese a Firenze, su Nikola Tesla, visionario fisico e inventore del secolo scorso, sfortunatamente ignoto ai più. E' stata un'esperienza interessante e comunque soddisfacente, considerate le difficoltà di carattere economico-logistico emerse sia in fase progettuale che di allestimento. Ma insomma, vedere per la prima volta davvero realizzato un progetto al quale si è lavorato, fa comunque un certo effetto.


Vision board 2017

Sembra ieri che ho postato la mia vision board 2016, e invece è già tempo di farne una nuova. Se non avete mai sentito parlare di vision board vi rimando al post dell'anno scorso in cui avevo fatto una più ampia introduzione per spiegare cosa fosse e come potete realizzare la vostra.

Anche stavolta ho scelto un mix di frasi e immagini, alcune immutate rispetto alla vision board precedente, che vorrei mi fossero da 'ispirazione' per quest'anno e per il nuovo inizio che questo inevitabilmente rappresenta. Di nuovo, la stamperò e la inserirò nella prima pagina utile della mia agenda 2017, per poterla avere sempre a portata di mano.

Ecco, quest'anno lo vorrei più o meno così:

Done&Discovered | Ottobre 2016

Saltati a pié pari Agosto e Settembre - troppo caldi e soleggiati, ormai ricordo lontanissimo - veniamo al recap del mese scorso.

1 - Ho scoperto di avere il David di Donatello praticamente sotto casa (se casa si può chiamare, questo piccolo monolocale che mi ospita ora, e ancora per un mese), al Museo Nazionale del Bargello. Ci sono stata la prima domenica di Ottobre, e non mi aspettavo di trovarci tanti capolavori, tra le opere "minori" di artisti più e meno noti, quali Michelangelo, Ghiberti, Luca della Robbia, etc., e men che meno sapevo che fosse conservata lì l'opera più celebre di Donatello.
Nella stessa giornata, sono stata anche alla mostra "Tra arte e moda" al Museo Salvatore Ferragamo (fino al 7 Aprile 2017), che mette in luce la relazione tra questi due mondi, incentrandosi in particolare sull'influenza delle avanguardie artistiche del Novecento sul lavoro di Ferragamo, ma non solo. La mostra è molto carina, incuriosisce, ed ho trovato ben fatta anche l'esposizione. Anche il mio ragazzo non ne è uscito particolarmente provato. Quindi, consigliata.

Museo Nazionale del Bargello

Done&Discovered | Maggio-Giugno-Luglio 2016

Per forza di cose - cambio computer, spostamenti continui e tempo libero molto limitato -, è saltato non una ma ben due volte (maggio e giugno) l'appuntamento mensile con il recap del periodo, indi per cui provvederò di seguito a fare una breve sintesi di quanto fatto&scoperto ultimamente.

1 - ho preso treni, molti treni Napoli - Firenze, Firenze - Napoli. Ho finito di seguire i primi due mesi di master e sono tornata a casa, anche se, se si esclude la famiglia e la vista dei Vesuvio, mi senta più a casa nella città che mi ha adottato per questi mesi - Firenze - che non nella mia città natale. Ma questa è un'altra storia. Dicevo, ho seguito corsi, studiato, fatto esercitazioni e prove, fatto aperitivi, conosciuto gente, e girato la città in maniera più o meno turistica.

Partir, Folon - Giardino delle Rose, Firenze

L'abitudine alla bellezza

Otto giorni a Firenze. Ma ne sono bastati molti di meno perché mi rendessi conto di come, in così poco tempo, il mio approccio nei confronti della città sia cambiato.

Nei primi giorni camminavo tra le sue strade, per me nuove, col sorriso sulle labbra, quasi incredula, completamente rapita da tanta bellezza e, se possibile, ad ogni svolta più stupita.
Pochi giorni dopo, mi ci sono ritrovata a correrci per quelle stesse vie, praticamente come faccio per le strade di casa, un po' per non far tardi a lezione, un po' perché si, tanto davanti al Ponte Vecchio ci passo tutti i giorni, e in Piazza della Signoria magari ci vado un altro giorno, e allora via dritta verso la destinazione, ignorando e forse dando per scontata, la bellezza di quello che avevo intorno.


E lo stesso faccio anche a Napoli eh, tanto più perché ci vivo da 26 anni.

Che quando sei in vacanza in una città nuova, magari per 4-5 giorni, è facile guardarla con meraviglia perché la condizione di "vacanza" rende tutto più leggero e ogni posto ti sembra migliore di quello in cui vivi, e in cui dovrai tornare. E' invece molto più difficile fermarsi a guardarsi intorno lungo il tragitto che si fa ogni giorno, più per costrizione che per scelta, e con mille pensieri per la testa.

Come si può riuscire a guardare le stesse cose con occhi ogni volta diversi?

Perché il problema è che alla bellezza ci si abitua, fino a non vederla più.
E no, io non voglio perdere la possibilità di meravigliarmi, di essere sorpresa ogni volta che giro l'angolo, di camminare sorridendo, grata di essere dove sono.

Done&Discovered | Aprile 2016

Il mese appena trascorso, in punti:

1 - Sono tornata a Firenze, dopo 10 anni, stavolta non da turista ma alla ricerca di un appartamento che mi ospitasse per i prossimi mesi di studio - sarò lì da metà maggio per un master - e si, l'ho trovato.

Foto di rito a Firenze: la cupola del Brunelleschi e il Ponte Vecchio, in una splendida giornata di sole

Fashion Revolution: #WhoMadeMyClothes?

Quella che volge al termine è la Fashion Revolution Week, e io arrivo a parlarne giusto in tempo prima che finisca, ma ci tengo a farlo perché riguarda una causa in cui credo molto.

In realtà quella della Week è solo una scusa, che coglie l'occasione di commemorare una tragedia - quella avvenuta il 24 Aprile 2013, giorno in cui più di 1000 persone che lavoravano in una fabbrica tessile in Bangladesh hanno perso la vita a causa del crollo della struttura - che è l'evento a seguito del quale è nato il movimento Fashion Revolution, essenzialmente con lo scopo di invitare a riflettere sul motivo per cui tale incidente è avvenuto e su come, volenti o nolenti, del sistema che l'ha generato facciamo parte un po' tutti.

In particolare l'obiettivo del movimento è di sensibilizzare sul tema della fast fashion - ovvero del mutare incessante e frettoloso delle tendenze della moda, in un'economia capitalista basata sul consumismo - e di tutte le conseguenze negative che essa comporta in termini di vite umane, spreco di risorse e inquinamento ambientale, promuovendo una nuova consapevolezza nel consumatore, affinché quella della moda diventi un'industria più etica e sostenibile, che tenga conto in egual misura delle persone, dell'ambiente, della creatività e del profitto.

Si tratta chiaramente di un tema enorme e apparentemente insormontabile, del quale è impensabile anche parlare in maniera esauriente in un post, ma di cui è importante essere consapevoli, che magari così ci pensiamo su due volte la prossima volta che ci mettiamo in coda per i camerini di Zara, H&M, etc. durante il periodo dei saldi.


Done&Discovered | Marzo 2016

Marzo è stato un mese piuttosto denso di avvenimenti interessanti a livello personale. 
Di seguito quelli condivisibili o, almeno, quelli ai quali ho riconosciuto un minimo di interesse pubblico.

1 - Grande scoperta, nonché prodotto più usato di Marzo, è stata la palette Essence All about nudes, che non so da quanto tempo sia effettivamente sul mercato ma che io ho scoperto solo di recente, e da quando è entrata nel mio bagno è stata praticamente protagonista del mio makeup quotidiano. Oltre al prezzo estremamente vantaggioso (intorno ai 5€ per 8 ombretti), la promuovo soprattutto perché la maggior parte dei colori sono opachi o leggermente satinati, quindi utilissimi from day to night, e la qualità non è per niente male, sono poco polverosi e hanno una discreta durata. Poca spesa, massima resa.

palette ombretti Essence All about nudes

Done&Discovered | Febbraio 2016

Secondo appuntamento con il recap mensile ribattezzato, dallo scorso mese, Done&Discovered.
A seguire, quindi, il mio FEBBRAIO 2016.

1 - signore e signori, mi sono messa ai fornelli. No non è vero, in realtà al forno. Per San Valentino ho avuto la brillante idea di boicottare la Perugina (non me ne voglia, rimane una delle mie case produttrici preferite di cioccolato) e fare dei biscotti homemade. Ho optato per dei semplici cookies ma super healthy, senza burro, latte e uova, affidandomi alla ricetta di Il goloso mangiar sano. Oh, non saranno molto belli da vedere perché su questo devo un attimo impratichirmi, ma giuro che erano buoni. Almeno, il destinatario pare abbia apprezzato.

La foto lo testimonia: li ho fatti davvero.

Done&Discovered | Gennaio 2016

Nuova rubrica, che prende il posto della vecchia GoodThings (che fa così 2015...), e che consterà del tipico post mensile in cui vi fornisco una - senza dubbio interessantissima e molto richiesta - sintesi del mio mese, con le cose che ho fatto, qualora degne di nota, e le varie ed eventuali scoperte.

Dunque: GENNAIO 2016

1 - Sissignore, ho finalmente provato questo famoso porridge di cui tutti parlano e che devi mangiare e fotografare almeno una volta nella vita perché se non lo fai non sei nessuno. Difatti, io ho accuratamente provveduto a postare su instagram la foto del mio porridge con granella di cocco e frutti rossi, cui aggiungo - in esclusiva per i miei lettori - quella del porridge al cacao in corso d'opera e ad opera finita, sempre ricoperto dalla granella di cocco e frutti rossi, stavolta essiccati.
L'ho molto apprezzato in entrambe le varianti e di certo lo sperimenterò con altri toppings.
Effettivamente sazia senza appesantire, e in inverno è fenomenale perché non si raffredda mai trattiene il calore benissimo, ma per la bella stagione proverò anche la versione fredda (già me lo vedo con le fragole e le scaglie di cioccolato, ad esempio).

GoodThings | Dicembre 2015

Lo so che è Gennaio inoltrato, ma io ho da finire delle cose che avevo iniziato nel 2015, tipo la rubrica mensile dei preferiti. Quindi oggi vi toccano i top dell'ultimo mese dell'anno.


Vision board 2016

I giorni che separano il pranzo di S. Stefano dal cenone di S. Silvestro sono quelli in cui generalmente - oltre a tentare di digerire tutto il bendidio che si è mangiato - si usa fare il bilancio dell'anno che volge al termine e si inizia a stilare la valanga di buoni propositi che ci si augura per l'anno venturo.
Io di solito non faccio una vera e propria lista di buoni propositi, ma mi piace individuare degli obiettivi, dei traguardi, che vorrei raggiungere nel nuovo anno, come per dare un senso al nuovo inizio.
Di solito utilizzo a questo scopo la prima pagina dell'agenda, che ho sempre sotto mano e posso andare facilmente a rileggere quando voglio, ma per il 2016 ho deciso di farlo graficamente, adottando il sistema della vision board - che dicono sia tremendamente efficace - così da avere a colpo d'occhio un quadro di insieme di quello che vorrei fosse il mio anno. 

Io l'ho montata su Photoshop con l'intenzione di stamparla e incorniciarla (prima cosa da fare nel 2016: comprare la cornice), ma la si può anche realizzare su una bacheca di sughero o magnetica, utilizzando foto, stampe e ritagli di giornale.
Manco a dirlo, per quanto riguarda la ricerca di immagini, citazioni e simili che facciano al caso vostro, Pinterest è una fonte inesauribile, e a dirla tutta, la stessa vision board è una cosa molto Pinterest, quindi se siete a corto di idee o alla ricerca di ispirazione, lì di certo ne troverete.

Di seguito, la mia.


GoodThings | Novembre 2015




Un paio di post fa vi consigliavo il famoso libro di Marie Kondo sul riordino. Da lì, sono partita e non mi sono più fermata. Lo spirito del riordino si è impossessato di me, e Novembre è stato il mese del decluttering. Non ho seguito tutto alla lettera, non ho analizzato tutte le sezioni, etc., ma ogni tanto mi guardo in giro e trovo qualcosa da riordinare o da buttare, vestiti, borse, carte e oggetti vari e inutili. E la cosa preoccupante è che cestinare cose mi dà grande soddisfazione, forse più che comprarle. Per la gioia di mia madre. Che meraviglia.

(Si, ammetto di aver comprato qualcosina, ma giusto un paio di cosine che mi servivano.)

Quindi, oltre a questa bellissima attività, le altre cose di Novembre sono alimentari.

Konmari method: Il riordino che ti cambia la vita (o almeno ci prova)

In questi giorni, mentre tentavo di approcciare al cambio di stagione - accuratamente rimandato fin quando le temperature lo permettono - con la giusta filosofia, mi sono ricordata di un libro che avevo letto quest'estate, quando ha praticamente spopolato, che in realtà non riguarda solo l'abbigliamento ma il riordino in generale, e al quale sul momento non avevo dato il giusto peso: non avevo concretamente sperimentato il metodo che proponeva, né ne avevo parlato. 

Si tratta di Il magico potere del riordino, di Marie Kondo, che si propone di insegnare al lettore un metodo giusto ed efficace per riordinare, così potente da provocare, in chi lo applica, un cambiamento nel modo di pensare e nello stile di vita. Cioè WOW.
L'ho quindi risfogliato e ho pensato di parlarne, nel caso passasse di qua qualche altra/o patita/o dell'organizzazione come me, che ancora non lo conosce.

How I met yoga

Settembre, si sa, is the new Gennaio, (si, signori, siamo a ottobre inoltrato e io sto ancora parlando di settembre) e un po' per caso, un po' di proposito, capita che mi trovi quasi ogni anno a introdurre qualcosa di nuovo nella mia vita, o ad avventurarmi per nuovi percorsi. Questo nuovo percorso, quest'anno, risponde al nome di yoga.

Non so come sia successo esattamente.
In premessa, c'è da dire che mi ha sempre affascinato per il suo essere una disciplina insieme fisica e mentale, che non si limita all'esecuzione di posizioni, ma che si può abbracciare, gradualmente, in maniera sempre più completa, fino a farne un vero e proprio stile di vita. Tuttavia, non avevo ancora avuto modo di avvicinarmici. Forse semplicemente non era ancora arrivato il momento giusto.

Poi è capitato che negli ultimi giorni di Agosto sia incappata per caso sul canale youtube de La scimmia yoga, - uno dei pochi se non l'unico canale dedicato allo yoga in italiano - e mi sia follemente innamorata del modo di Sara (la proprietaria del canale, insegnante certificata di Vinyasa Yoga) di spiegare lo yoga in maniera chiara anche per i perfetti neofiti come me.
Manco a dirlo, due giorni dopo avevo già acquistato il corso e l'ebook, e da lì è stata più o meno una dipendenza. E, signori miei, per me che sono sempre stata pigra, restìa a qualsivoglia attività fisica, annoiata al solo pensiero di andare in palestra, e che, il massimo che facevo era un po' di workout a casa prima dell'estate, è stata una svolta epocale.