Ormai stilare la lista dei buoni propositi per l'anno nuovo è poco più che un cliché, ma come resistergli?
C'è una tale carica di adrenalina, un'energia positiva, una voglia di fare, che accompagna l'inizio del nuovo anno, che in qualche modo deve essere incanalata, deve essere messa nero su bianco perché non vada sprecata. Perché il ritorno alla frenesia della vita di tutti i giorni non ci faccia dimenticare le cose importanti - quelle sulle quali paradossalmente abbiamo avuto modo di riflettere solo nella calma dei giorni di festa -, i desideri, i progetti e i cambiamenti auspicati, con i quali ci auguriamo di riuscire a migliorare la nostra vita anno dopo anno.
E non si tratta di credere ai buoni propositi o non credergli, come a Babbo Natale, si tratta di metterci l'intenzione, la costanza, la motivazione per realizzarli, perché non restino solo una lista di belle parole.
Insomma, almeno ci si prova.
E allora questi sono i miei buoni propositi per il 2018.
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Random Readings #3
Si sa che l'estate è il periodo dell'anno in cui si legge di più, perché sotto l'ombrellone qualcosa si dovrà pur fare. E allora beccatevi una rapida recensione degli ultimi titoli che ho letto.
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| 1. Storie della buonanotte per bambine ribelli, Elena Favilli, Francesca Cavallo; 2. Narciso e Boccadoro, Hermann Hesse; 3. Se prima eravamo in due, Fausto Brizzi; 4. Tango, Robert Farris Thompson |
Vision board 2017
Sembra ieri che ho postato la mia vision board 2016, e invece è già tempo di farne una nuova. Se non avete mai sentito parlare di vision board vi rimando al post dell'anno scorso in cui avevo fatto una più ampia introduzione per spiegare cosa fosse e come potete realizzare la vostra.
Anche stavolta ho scelto un mix di frasi e immagini, alcune immutate rispetto alla vision board precedente, che vorrei mi fossero da 'ispirazione' per quest'anno e per il nuovo inizio che questo inevitabilmente rappresenta. Di nuovo, la stamperò e la inserirò nella prima pagina utile della mia agenda 2017, per poterla avere sempre a portata di mano.
Ecco, quest'anno lo vorrei più o meno così:
Anche stavolta ho scelto un mix di frasi e immagini, alcune immutate rispetto alla vision board precedente, che vorrei mi fossero da 'ispirazione' per quest'anno e per il nuovo inizio che questo inevitabilmente rappresenta. Di nuovo, la stamperò e la inserirò nella prima pagina utile della mia agenda 2017, per poterla avere sempre a portata di mano.
Ecco, quest'anno lo vorrei più o meno così:
Random Readings #2
Altra serie di quattro libri che ho letto in tempi più o meno recenti e di cui vi fornisco la mia modestissima opinione e/o breve recensione, che dir si voglia.
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| 1. Terapia di coppia per amanti, Diego De Silva; 2. L'arte delle liste, Dominique Loreau; 3. I love shopping a Hollywood, Sophie Kinsella; 4. Kobane Calling, Zerocalcare |
L'abitudine alla bellezza
Otto giorni a Firenze. Ma ne sono bastati molti di meno perché mi rendessi conto di come, in così poco tempo, il mio approccio nei confronti della città sia cambiato.
Nei primi giorni camminavo tra le sue strade, per me nuove, col sorriso sulle labbra, quasi incredula, completamente rapita da tanta bellezza e, se possibile, ad ogni svolta più stupita.
Pochi giorni dopo, mi ci sono ritrovata a correrci per quelle stesse vie, praticamente come faccio per le strade di casa, un po' per non far tardi a lezione, un po' perché si, tanto davanti al Ponte Vecchio ci passo tutti i giorni, e in Piazza della Signoria magari ci vado un altro giorno, e allora via dritta verso la destinazione, ignorando e forse dando per scontata, la bellezza di quello che avevo intorno.
E lo stesso faccio anche a Napoli eh, tanto più perché ci vivo da 26 anni.
Che quando sei in vacanza in una città nuova, magari per 4-5 giorni, è facile guardarla con meraviglia perché la condizione di "vacanza" rende tutto più leggero e ogni posto ti sembra migliore di quello in cui vivi, e in cui dovrai tornare. E' invece molto più difficile fermarsi a guardarsi intorno lungo il tragitto che si fa ogni giorno, più per costrizione che per scelta, e con mille pensieri per la testa.
Come si può riuscire a guardare le stesse cose con occhi ogni volta diversi?
Perché il problema è che alla bellezza ci si abitua, fino a non vederla più.
E no, io non voglio perdere la possibilità di meravigliarmi, di essere sorpresa ogni volta che giro l'angolo, di camminare sorridendo, grata di essere dove sono.
Nei primi giorni camminavo tra le sue strade, per me nuove, col sorriso sulle labbra, quasi incredula, completamente rapita da tanta bellezza e, se possibile, ad ogni svolta più stupita.
Pochi giorni dopo, mi ci sono ritrovata a correrci per quelle stesse vie, praticamente come faccio per le strade di casa, un po' per non far tardi a lezione, un po' perché si, tanto davanti al Ponte Vecchio ci passo tutti i giorni, e in Piazza della Signoria magari ci vado un altro giorno, e allora via dritta verso la destinazione, ignorando e forse dando per scontata, la bellezza di quello che avevo intorno.
E lo stesso faccio anche a Napoli eh, tanto più perché ci vivo da 26 anni.
Che quando sei in vacanza in una città nuova, magari per 4-5 giorni, è facile guardarla con meraviglia perché la condizione di "vacanza" rende tutto più leggero e ogni posto ti sembra migliore di quello in cui vivi, e in cui dovrai tornare. E' invece molto più difficile fermarsi a guardarsi intorno lungo il tragitto che si fa ogni giorno, più per costrizione che per scelta, e con mille pensieri per la testa.
Come si può riuscire a guardare le stesse cose con occhi ogni volta diversi?
Perché il problema è che alla bellezza ci si abitua, fino a non vederla più.
E no, io non voglio perdere la possibilità di meravigliarmi, di essere sorpresa ogni volta che giro l'angolo, di camminare sorridendo, grata di essere dove sono.
Fashion Revolution: #WhoMadeMyClothes?
Quella che volge al termine è la Fashion Revolution Week, e io arrivo a parlarne giusto in tempo prima che finisca, ma ci tengo a farlo perché riguarda una causa in cui credo molto.
In realtà quella della Week è solo una scusa, che coglie l'occasione di commemorare una tragedia - quella avvenuta il 24 Aprile 2013, giorno in cui più di 1000 persone che lavoravano in una fabbrica tessile in Bangladesh hanno perso la vita a causa del crollo della struttura - che è l'evento a seguito del quale è nato il movimento Fashion Revolution, essenzialmente con lo scopo di invitare a riflettere sul motivo per cui tale incidente è avvenuto e su come, volenti o nolenti, del sistema che l'ha generato facciamo parte un po' tutti.
In particolare l'obiettivo del movimento è di sensibilizzare sul tema della fast fashion - ovvero del mutare incessante e frettoloso delle tendenze della moda, in un'economia capitalista basata sul consumismo - e di tutte le conseguenze negative che essa comporta in termini di vite umane, spreco di risorse e inquinamento ambientale, promuovendo una nuova consapevolezza nel consumatore, affinché quella della moda diventi un'industria più etica e sostenibile, che tenga conto in egual misura delle persone, dell'ambiente, della creatività e del profitto.
Si tratta chiaramente di un tema enorme e apparentemente insormontabile, del quale è impensabile anche parlare in maniera esauriente in un post, ma di cui è importante essere consapevoli, che magari così ci pensiamo su due volte la prossima volta che ci mettiamo in coda per i camerini di Zara, H&M, etc. durante il periodo dei saldi.
In realtà quella della Week è solo una scusa, che coglie l'occasione di commemorare una tragedia - quella avvenuta il 24 Aprile 2013, giorno in cui più di 1000 persone che lavoravano in una fabbrica tessile in Bangladesh hanno perso la vita a causa del crollo della struttura - che è l'evento a seguito del quale è nato il movimento Fashion Revolution, essenzialmente con lo scopo di invitare a riflettere sul motivo per cui tale incidente è avvenuto e su come, volenti o nolenti, del sistema che l'ha generato facciamo parte un po' tutti.
In particolare l'obiettivo del movimento è di sensibilizzare sul tema della fast fashion - ovvero del mutare incessante e frettoloso delle tendenze della moda, in un'economia capitalista basata sul consumismo - e di tutte le conseguenze negative che essa comporta in termini di vite umane, spreco di risorse e inquinamento ambientale, promuovendo una nuova consapevolezza nel consumatore, affinché quella della moda diventi un'industria più etica e sostenibile, che tenga conto in egual misura delle persone, dell'ambiente, della creatività e del profitto.
Random Readings #1
Visto che in questo periodo ho divorato un certo quantitativo di libri, mi sembra opportuno mettervi al corrente delle mie ultime letture random, che magari siete alla ricerca di qualche spunto.
Suvvia, so che anche nella vostra lista di buoni propositi per il nuovo anno c'è quello di leggere di più, quindi prendete liberamente spunto, senza fare complimenti.
Suvvia, so che anche nella vostra lista di buoni propositi per il nuovo anno c'è quello di leggere di più, quindi prendete liberamente spunto, senza fare complimenti.
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| 1. L'elenco telefonico degli accolli, Zerocalcare; 2. La dittatura delle abitudini, Charles Duhigg; 3. Big Magic, Elizabeth Gilbert; 4. Minimalism, Joshua Fields Millburn e Ryan Nicodemus |
Vision board 2016
I giorni che separano il pranzo di S. Stefano dal cenone di S. Silvestro sono quelli in cui generalmente - oltre a tentare di digerire tutto il bendidio che si è mangiato - si usa fare il bilancio dell'anno che volge al termine e si inizia a stilare la valanga di buoni propositi che ci si augura per l'anno venturo.
Io di solito non faccio una vera e propria lista di buoni propositi, ma mi piace individuare degli obiettivi, dei traguardi, che vorrei raggiungere nel nuovo anno, come per dare un senso al nuovo inizio.
Di solito utilizzo a questo scopo la prima pagina dell'agenda, che ho sempre sotto mano e posso andare facilmente a rileggere quando voglio, ma per il 2016 ho deciso di farlo graficamente, adottando il sistema della vision board - che dicono sia tremendamente efficace - così da avere a colpo d'occhio un quadro di insieme di quello che vorrei fosse il mio anno.
Io l'ho montata su Photoshop con l'intenzione di stamparla e incorniciarla (prima cosa da fare nel 2016: comprare la cornice), ma la si può anche realizzare su una bacheca di sughero o magnetica, utilizzando foto, stampe e ritagli di giornale.
Manco a dirlo, per quanto riguarda la ricerca di immagini, citazioni e simili che facciano al caso vostro, Pinterest è una fonte inesauribile, e a dirla tutta, la stessa vision board è una cosa molto Pinterest, quindi se siete a corto di idee o alla ricerca di ispirazione, lì di certo ne troverete.
Di seguito, la mia.
Io di solito non faccio una vera e propria lista di buoni propositi, ma mi piace individuare degli obiettivi, dei traguardi, che vorrei raggiungere nel nuovo anno, come per dare un senso al nuovo inizio.
Di solito utilizzo a questo scopo la prima pagina dell'agenda, che ho sempre sotto mano e posso andare facilmente a rileggere quando voglio, ma per il 2016 ho deciso di farlo graficamente, adottando il sistema della vision board - che dicono sia tremendamente efficace - così da avere a colpo d'occhio un quadro di insieme di quello che vorrei fosse il mio anno.
Io l'ho montata su Photoshop con l'intenzione di stamparla e incorniciarla (prima cosa da fare nel 2016: comprare la cornice), ma la si può anche realizzare su una bacheca di sughero o magnetica, utilizzando foto, stampe e ritagli di giornale.
Manco a dirlo, per quanto riguarda la ricerca di immagini, citazioni e simili che facciano al caso vostro, Pinterest è una fonte inesauribile, e a dirla tutta, la stessa vision board è una cosa molto Pinterest, quindi se siete a corto di idee o alla ricerca di ispirazione, lì di certo ne troverete.
Di seguito, la mia.
How I met yoga
Settembre, si sa, is the new Gennaio, (si, signori, siamo a ottobre inoltrato e io sto ancora parlando di settembre) e un po' per caso, un po' di proposito, capita che mi trovi quasi ogni anno a introdurre qualcosa di nuovo nella mia vita, o ad avventurarmi per nuovi percorsi. Questo nuovo percorso, quest'anno, risponde al nome di yoga.
Non so come sia successo esattamente.
In premessa, c'è da dire che mi ha sempre affascinato per il suo essere una disciplina insieme fisica e mentale, che non si limita all'esecuzione di posizioni, ma che si può abbracciare, gradualmente, in maniera sempre più completa, fino a farne un vero e proprio stile di vita. Tuttavia, non avevo ancora avuto modo di avvicinarmici. Forse semplicemente non era ancora arrivato il momento giusto.
Poi è capitato che negli ultimi giorni di Agosto sia incappata per caso sul canale youtube de La scimmia yoga, - uno dei pochi se non l'unico canale dedicato allo yoga in italiano - e mi sia follemente innamorata del modo di Sara (la proprietaria del canale, insegnante certificata di Vinyasa Yoga) di spiegare lo yoga in maniera chiara anche per i perfetti neofiti come me.
Manco a dirlo, due giorni dopo avevo già acquistato il corso e l'ebook, e da lì è stata più o meno una dipendenza. E, signori miei, per me che sono sempre stata pigra, restìa a qualsivoglia attività fisica, annoiata al solo pensiero di andare in palestra, e che, il massimo che facevo era un po' di workout a casa prima dell'estate, è stata una svolta epocale.
Non so come sia successo esattamente.
In premessa, c'è da dire che mi ha sempre affascinato per il suo essere una disciplina insieme fisica e mentale, che non si limita all'esecuzione di posizioni, ma che si può abbracciare, gradualmente, in maniera sempre più completa, fino a farne un vero e proprio stile di vita. Tuttavia, non avevo ancora avuto modo di avvicinarmici. Forse semplicemente non era ancora arrivato il momento giusto.
Poi è capitato che negli ultimi giorni di Agosto sia incappata per caso sul canale youtube de La scimmia yoga, - uno dei pochi se non l'unico canale dedicato allo yoga in italiano - e mi sia follemente innamorata del modo di Sara (la proprietaria del canale, insegnante certificata di Vinyasa Yoga) di spiegare lo yoga in maniera chiara anche per i perfetti neofiti come me.
Manco a dirlo, due giorni dopo avevo già acquistato il corso e l'ebook, e da lì è stata più o meno una dipendenza. E, signori miei, per me che sono sempre stata pigra, restìa a qualsivoglia attività fisica, annoiata al solo pensiero di andare in palestra, e che, il massimo che facevo era un po' di workout a casa prima dell'estate, è stata una svolta epocale.
Trending Review | Occhiali da sole 2015
Ditemi se non sono l'accessorio più cool dell'estate (anche dell'inverno, ma chiaramente in estate regnano). Ditemelo.
Io li porto da quando ero bambina, li ho sempre amati e ultimamente, da quando sono tornati in voga con questo stile vagamente retrò anni 50, li amo ancora di più. Queste lenti enormi, le forme tondeggianti e il taglio da gatta, super femminili e non privi di personalità, vanno per la maggiore (e a me fanno impazzire). Ma non ci sono solo loro, quindi se non siete amanti del genere non temete: in giro si vedono anche forme più regolari, squadrate, oltre alle ormai classiche stile aviator.
Io li porto da quando ero bambina, li ho sempre amati e ultimamente, da quando sono tornati in voga con questo stile vagamente retrò anni 50, li amo ancora di più. Queste lenti enormi, le forme tondeggianti e il taglio da gatta, super femminili e non privi di personalità, vanno per la maggiore (e a me fanno impazzire). Ma non ci sono solo loro, quindi se non siete amanti del genere non temete: in giro si vedono anche forme più regolari, squadrate, oltre alle ormai classiche stile aviator.
Svuotare l'armadio in 4 STEP
Con l'armadio sottosopra, alle prese col cambio di stagione, il mio personalissimo how to per fare un po' di spazio nel guardaroba (che ovviamente, scrivo innanzi tutto per me).
Arredamenti astrali
C'è chi l'oroscopo lo legge tutte le mattine, per divertimento o per curiosità. Chi ci crede davvero e chi invece ci ride su. Personalmente, mi dimentico pure che esiste.
Ma, se siete soliti interrogare le stelle per conoscere ignoti tratti della vostra personalità o per scoprire quale sarà il vostro destino, la prossima volta ricordate di chiedere loro anche come arredare casa.
L'idea di associare uno stile di arredamento ad ogni segno zodiacale è di Dalani, e mi ha incuriosito molto perché, stranamente, mi ci ritrovo abbastanza. Non tanto nella descrizione della personalità, che è la solita dell'Ariete e che si, in parte mi rispecchia - ma no, gli sport estremi proprio non li amo -, quanto proprio in quella dello stile. Perché in effetti lo stile minimal, tipicamente moderno, è parecchio nelle mie corde, e va molto d'accordo con questo genere di arredo mono o bicromatico un po' nordico, fatto di linee semplici e pulite, geometriche, e grandi ambienti inondati di luce che si riflette sulle pareti bianche, di cui sono diventata improvvisamente una grande fan.
L'idea di associare uno stile di arredamento ad ogni segno zodiacale è di Dalani, e mi ha incuriosito molto perché, stranamente, mi ci ritrovo abbastanza. Non tanto nella descrizione della personalità, che è la solita dell'Ariete e che si, in parte mi rispecchia - ma no, gli sport estremi proprio non li amo -, quanto proprio in quella dello stile. Perché in effetti lo stile minimal, tipicamente moderno, è parecchio nelle mie corde, e va molto d'accordo con questo genere di arredo mono o bicromatico un po' nordico, fatto di linee semplici e pulite, geometriche, e grandi ambienti inondati di luce che si riflette sulle pareti bianche, di cui sono diventata improvvisamente una grande fan.
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